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UN 2017 CHIUSO CON IL SEGNO POSITIVO PER L’EXPORT ITALIANO

UN 2017 CHIUSO CON IL SEGNO POSITIVO PER L’EXPORT ITALIANO
10 Aprile 2018 AB Opportunity

Un 2017 chiuso con il segno positivo per l’export italiano

A farla da regina il fashion, il l’arredo, la robotica, l’automazione industriale e su tutti il food. I numeri con cui si è chiuso l’anno appena trascorso sono il volano per l’anno incorso e rappresentano la base del prossimo biennio.

L’attenzione dei Mercati alimentari all’estero è attirata dai prodotti alla base della dieta mediterranea. Le performance delle eccellenze del Made in Italy, difatti, hanno fatto un balzo in avanti non indifferente negli ultimi 3 anni. L’agroalimentare ha toccato i 41 miliardi di euro: un’ottima presentazione per il 2018, che è stato dichiarato -lo scorso gennaio- anno del cibo italiano nel mondo, “Un’occasione per promuovere eccellenze italiane nel mondo”, come hanno affermato i Ministri Martina e Franceschini al lancio del tema annuale.

Il “fatto in Italia”, quindi, rappresenta ancora eleganza, qualità e creatività. E rafforza ciò che contraddistingue la nostra Penisola agli occhi degli stranieri.

Lo scorso anno il Belpaese, nel comparto agroalimentare, si è piazzato in pole position rispetto ai grandi esportatori come Usa, Cina e Germania, con soprattutto i prodotti del settore ortofrutticolo, vino, cioccolata e prodotti da forno.

Un +9% lo rappresenta, da solo, il settore dei prodotti caseari. Tale balzo è dovuto, tra le altre cose, anche dall’entrata in vigore dell’etichettatura d’origine, che scongiura uno dei fenomeni più diffusi all’estero: il cosiddetto “Italian Sounding”, meglio noto come imitazione. E stiamo parlando di una lista lunga, in cui rientrano prodotti come gli Spagheroni che si possono trovare in Olanda, la “famosa” Zottarella prodotta in Germania, il Caccio cavalo brasiliano, il Kresecco un prosecc dell’Est Europa, il Cambozola imitazione mal riuscita del Gorgonzola e, su tutti, il Parmesa o Parmesão in Brasile.

E quando si parla di export non si parla solo di Paesi dell’Unione Europea. Le eccellenze Made in Italy hanno avuto un vero e proprio boom verso Paesi terzi, come Cina (+17% rispetto al 2016), Giappone (dove si sfiora un +40%), USA (+ 37%), Russia (+ 31%) con esportazioni che risentono dell’embargo dei prodotti europei, ed Emirati Arabi Uniti (+41%).

ABO, operante nel settore, supporta il processo di ingresso e il successivo sviluppo su mercati esteri, ponendo attenzione alla continua evoluzione dei mercati stessi.

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