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Logistica via mare: la situazione attuale – ABO News

Logistica via mare: la situazione attuale – ABO News
14 Ottobre 2021 Pier

14 ottobre 2021

Conosciamo bene l’importanza della logistica via mare e del nolo dei container.
Nelle ultime ore, poi, a livello italiano i porti sono notizia di telegiornali, talk show etc.

Ma recentemente sono usciti i primi dati semestrali del trasporto merci post pandemia.
Dati più che positivi: il traffico globale dei container ha avuto un balzo del 13,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con 88,6 milioni di Teu (container da venti piedi)
I porti italiani, quindi, hanno movimentato 39945 milioni di teu, nonostante i volumi degli scambi tra le aree geografiche restino inferiori ai livelli pre-pandemia.
Se consideriamo i porti esteri del Mediterraneo, risulta che hanno movimentato 10,9 milioni di teu, con un aumento del 6,6%. A farla da padrone Barcellona (+31%) e Valencia (+11,7%), mentre flette il traffico di Algeciras (-9,1%). I porti del North Range hanno evidenziato una crescita del 9,0%, con 22,2 milioni di Teu movimentati.
Sono cresciuti i container a La Spezia (+27,6%) e a Genova (+15,7%), mentre gli scali dell’Atlantico settentrionale raggiungono il +9%, con una movimentazione totale di 22,2 milioni di teu.

Ciò che maggiormente crea problemi nell’ambiente è l’andamento dei costi dei noli marittimi, che a partire da fine 2020 hanno avuto un impressionante rialzo, con un rallentamento a luglio – quindi nel secondo semestre dell’anno in corso, i cui dati saranno disponibili nel 2022 – dando così l’impressione che il momento più critico sia alle spalle. Ma, appunto, potremo vedere i dati solo nei prossimi mesi.

Va fatto presente, comunque, che non si tratta di una dinamica generalizzata, ma coinvolge alcune delle rotte navali sulle quali si snoda il commercio via mare, ovvero: tra Asia e Stati Uniti e tra Asia ed Europa, e, seppur in misura minima, tra Europa e Stati Uniti.

Altro problema del trasporto marittimo di container è il mancato rispetto dei tempi di arrivo ai terminal delle portacontainer: nel 2021 solo il 40% delle navi è arrivato nel giorno programmato.
Si è allungata la tempistica, a volte addirittura raddoppiata, tra il tempo che passa da quando la merce è pronta per l’imbarco a quando arriva a destinazione.
Su alcune rotte, il problema è sullo spazio nel cargo: si può aspettare anche un mese per trovare spazio sulla nave mentre prima la stessa veniva imbarcata entro 4 o 5 giorni.
E la tempistica di navigazione ha subito anch’essa un rallentamento: prima il viaggio che durava 30-35 giorni è passato a 40, con conseguente ripercussione sulla filiera.

Ripercussione sulla filiera in quanto mancano le materie prime per alcuni settori e filiera per l’esposizione a scaffale, dal momento che nel settore agroalimentare il ritardo nella navigazione comporta un ritardo di consegna della merce e quindi di inserimento nel mercato.

Argomento a parte il cargo aereo.
Dagli ultimi dati di luglio 2021, si evince che il traffico espresso in ton-km (CTK cargo tonne-kilometres) è aumentato dell’8,6% rispetto allo stesso mese del 2019, anno di riferimento pre-pandemia.
Il mese di luglio è stato il terzo consecutivo di crescita dei traffici (giugno + 9.2%).

Nei primi 8 mesi del 2021 l’Italia ha visto un aumento del traffico cargo del 34,8% sullo stesso periodo del 2020 con 700mila ton, risultato più che ottimale e di poco inferiore allo stesso periodo del 2019 (con 713mila ton raggiunte).

Milano Malpensa resta al primo posto come cargocity, con una crescita record del +56,4%, confermando il trend più che positivo di concentrazione del traffico merci italiano, che si assesta al 70%.

 

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