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L’Export si tinge di rosa – ABO News

L’Export si tinge di rosa – ABO News
30 Agosto 2018 Pier

30 Agosto 2018

L’Export si tinge di rosa – ABO News

Il 2018 si sta rivelando un anno fruttifero per le quote rosa: secondo i dati Istat, il numero di donne occupate fino a luglio 2018 ha raggiunto il record storico e superato i 23 milioni.

Non si ferma neppure la crescita dell’imprenditoria femminile. Il numero delle attività guidate da donne, infatti, è aumentato nel 2017 dello 0,7% rispetto al 2016, superando il milione.
Le imprese femminili, dette anche imprese “rosa”, sono giovani e crescono circa il doppio rispetto a quelle maschili.
Ma come possiamo definire un’impresa femminile? Per le società di capitali, si definisce femminile un’impresa nella quale la partecipazione di donne (tra quote e cariche sociali distribuite) supera il 50%, mentre nelle società di persone e cooperative tale quota dev’essere almeno la metà dei soci. Per le ditte individuali, invece, conta ovviamente la titolarità. Questa risulta essere la forma giuridica più semplice e più tentata, ma anche le cooperative hanno una buona incidenza a livello nazionale.
Dati che, ogni anno, registrano un piccolo ma continuo progresso.

In Italia, circa 500 mila imprese “rosa” (il 38% del totale) si concentrano nei settori di commercio e turismo.
Spiccano Lombardia, Lazio, Sicilia e Campania per numero di imprese femminili presenti nel territorio.
Se analizziamo invece il tasso di femminilizzazione, cioè la quota percentuale di lavoratrici donne sul totale degli occupati, Molise, Basilicata ed Abruzzo la fanno da padrone. In testa alla classifica, però, troviamo Benevento, con ben 3 donne ogni 10 lavoratori.

Diversa, comunque, è la distribuzione per settori: le imprese femminili sono presenti per la maggior parte nel settore agricoltura e servizi (lavanderie, parrucchieri, estetiste, cura della persona in generale).
Anche per quanto riguarda il tessuto produttivo nazionale la percentuale delle imprenditrici raggiunge livelli superiori alla media in settori quali i servizi alla persona, la sanità, l’assistenza sociale, l’istruzione, l’alloggio e la ristorazione.

Le imprese “rosa”, oltre che nel territorio nazionale, hanno registrato ottimi risultati anche nei mercati internazionali: crescite con numeri significativi rilevano in Africa, negli Stati Uniti e nell’Unione Europea.
Da una recente indagine della Banca Mondiale e dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), che ha visto la partecipazione di 140mila imprese scelte a campione in 22 Paesi del mondo, è emerso che le imprese amministrate da donne esportano maggiormente rispetto a quelle con a capo gli uomini: 43% contro il 31%.
Oltre alla certezza che le imprese “rosa” sono più dinamiche e propense alla crescita nei Paesi esteri, grazie alla stessa indagine si è visto che -tendenzialmente- le donne utilizzano in modo più consapevole i canali digitali, promuovendo i propri prodotti e servizi in modo efficace.

Lo stesso dicasi per l’utilizzo degli incentivi: le imprese rosa partecipano e sfruttano meglio i fondi a disposizione.

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