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Il Qatar oggi – ABO News

Il Qatar oggi – ABO News
15 Ottobre 2021 Pier

15 ottobre 2021

 

Poco più di un anno ai Mondiali FIFA World Cup Qatar 2022, che si svolgeranno nel Paese tra il 21 novembre 2022 e il 18 dicembre 2022, giorno in cui il Qatar festeggia la propria costituzione.
Dopo lo stop per pandemia, il Qatar (che è nella fase 4 del post pandemia, ovvero con apertura al 75%) comincia a fare i primi bilanci.

Nelle scorse settimane, il Segretario Generale del Committee for Delivery and Legacy, Mr Al Thawadi, ha rilasciato un’intervista in cui ha affermato “Possiamo anticipare già oggi che i Mondiali daranno un contributo all’economia del Qatar di circa 20 miliardi di dollari”, pari all’11% del Pil del Qatar nel 2019, prima del Covid-19.

Il settore più coinvolto è risultato quello delle infrastrutture.
Il Qatar ha difatti provveduto alla costruzione (o alla sistemazione) degli stadi che ospiteranno le partite dei prossimi Mondiali:

  • sistemazione del Khalifa International Stadium. Inaugurato nel 1976, è l’arena più rappresentativa del Paese e, per gli standard locali, è una vera antichità.
    Dopo una ristrutturazione, è stato riaperto nel 2017 e ospiterà, oltre a diverse partite, anche le finali 3° e 4° posto.
  • ampliamento dell’Ahmed bin Ali Stadium, sito poco distante da Doha, nella città di Ar Rayyan, dove sono stati eseguiti lavori per ospitare 44 740 spettatori.

Sono invece stati costruiti ex novo:

  • Lusail Iconic Stadium, che ospiterà fino a 86 250 persone, oltre alla finale del torneo
  • Al-Bayt Stadium, dove si svolgerà la partita inaugurale dei Mondiale e ospita fino a 60 000 persone. La particolarità di questo stadio è che è stato progettato con la forma di una splendida tenda beduina.
  • Al Janoub Stadium: impianto di 45 120 posti. La struttura è stata progettata dall’archistar Zaha Hadid che vi ha lasciato la propria cifra distintiva: le linee fluide che le hanno valso il titolo di “regina delle curve”. Lo stadio si ispira nella forma allo scafo delle barche dei pescatori di perle che per secoli hanno percorso i mari della Penisola Arabica.
  • Stadio Ras Abu Aboud, con una capienza di circa 45 000 persone. Situato a pochi chilometri da Doha, lungo la costa del Golfo Persico, rappresenta il trionfo della sostenibilità.
    Costruito usando container e altri materiali di riciclo, dopo i mondiali l’impianto sarà smontato e riutilizzato per la costruzione di altri progetti nel Paese.
  • Education City Stadium. Deve il nome al fatto di trovarsi all’interno del campus della principale università del Qatar.
    L’esterno della struttura si ispira ad un diamante: di giorno luccica alla luce del sole e di notte emette un suggestivo bagliore.
    Dopo i mondiali, la capacità dello stadio sarà ridotta della metà e oltre 20.000 sedili saranno donati per la costruzione di impianti sportivi in vari Paesi in via di sviluppo.
  • Al Thumama Stadium: è costruito nel distretto di Al Thumama. Ha una capacità di 40 000 spettatori. Nel design è ispirato alla kefiah, il tradizionale copricapo in tessuto indossato dagli uomini arabi.

Il Qatar ha quindi investito e continua a investire per modernizzare la sua rete infrastrutturale cullando l’ambizione di diventare un hub strategico per unire l’Occidente all’Oriente.
MEED (Middle East Economic Digest) ha stimato in 10 miliardi di dollari gli investimenti realizzati per i progetti esclusivamente infrastrutturali legati al torneo di calcio più seguito al mondo.
A cui vanno a sommarsi i fondi stanziati (per un totale di 100 miliardi di dollari) per lo sviluppo aeroportuale (aeroporto da ampliare, porto vecchio da sistemare e realizzazione di un porto nuovo), la costruzione di una capillare rete metropolitana, una rete stradale moderna, smart e all’avanguardia, fino alla nascita vera e propria di nuove città e una parte consistente è stata investia anche per le infrastrutture idriche, in particolare per la realizzazione di nuovi impianti di trattamento dell’acqua.

“La Coppa del Mondo – ha spiegato ancora Hassan Al Thawadi – rappresenta un motore per accelerare lo sviluppo di una serie di progetti che il Governo aveva già previsto di fare”.
Il governo ha da poco stanziato 54 miliardi di QR (15 miliardi di dollari) per i progetti più urgenti, mentre nel secondo quarto del 2021 la spesa per le principali opere infrastrutturali ha raggiunto i 15 miliardi di QR (4 miliardi di dollari), pari al 20,8% del budget di spesa dello stato.

La spinta al mercato delle costruzioni, con l’ospitalità della Coppa del Mondo del 2022 a fare da scintilla per far ripartire il mercato delle costruzioni, non si esaurirà con questa.
I cantieri aperti in questi ultimi anni, con focus una programmazione a lungo termine sulla trasformazione del Qatar, continueranno infatti a trainare il settore delle grandi opere.

Secondo un report firmato da Mordor Intelligence, un advisor internazionale specializzato nel settore, il mercato delle costruzioni in Qatar raggiungerà nel 2026 i 76,98 miliardi di dollari, con una crescita media del 10,54% dal 2017 in poi.
Nonostante la pandemia e l’ultimo anno e mezzo di stasi, le attività di costruzione nel Paese resistono alla crisi grazie al fatto che il governo non ha smesso di investire sui grandi progetti.

Ancora una volta a trainare lo sviluppo è il National Vision Plan 2030, ovvero il piano di investimenti centrato sulla creazione di grandi opere utili alla modernizzazione delle città e allo sviluppo sostenibile, vero motore dell’economia per i prossimi anni.
Secondo l’ultimo Gulf Economic Update della World Bank, il Pil del Qatar crescerà del 3% nel 2021, del 4,1% nel 2022 e del 4,5% nel 2023.

 

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