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EXPORT AGROALIMENTARE IN EUROPA: L’ITALIA FA DA PADRONE – ABO NEWS

EXPORT AGROALIMENTARE IN EUROPA: L’ITALIA FA DA PADRONE – ABO NEWS
21 Luglio 2018 Pier

21 Luglio 2018

EXPORT AGROALIMENTARE IN EUROPA: L’ITALIA FA DA PADRONE – ABO NEWS

Il 2017 è stato un anno da record per l’export italiano in Europa ed il 2018 non è da meno: i primi mesi si sono chiusi con un trend più che positivo.

La regina indiscussa è rappresentata dall’industria alimentare, che ha inciso per oltre l’82% sul totale delle esportazioni, mentre più moderato è stato l’export del solo settore agricolo, che ha segnato un incremento del 3,5% rispetto al 2016.

Nell’anno appena conclusosi, il Bel Paese ha commercializzato all’estero, a livello globale, cibo e bevande del Made in Italy per un totale di oltre 40 miliardi di euro, con in testa alla classifica i vini (circa 6 mld di euro), a cui seguono frutta ed ortaggi (oltre 5 mld di euro) e al terzo posto, ma non meno incisivo, si trovano conserve e succhi vegetali (oltre 3 mld di euro).

In crescita, rispetto al 2016, prodotti dolciari, il settore lattiero-caseario in generale, carni, pasta e olio d’oliva.

L’esportazione ha interessato principalmente i Paesi dell’UE, ma con aumenti significativi anche negli USA, in Giappone, Cina e Russia.

Se guardiamo alla destinazione finale dei nostri prodotti, per il settore dell’ortofrutta fresca, l’Europa occupa oltre il 93% dei mercati. Il primo Paese importatore è la Germania (circa il 42% del totale), seguita da Francia, Austria, Regno Unito, Svizzera, Spagna e Polonia.

Ogni Paese, poi, ama eccellenze italiane diverse.

In Europa Germania e Francia si riforniscono a 360 gradi di qualsiasi prodotto della nostra Penisola, la Spagna, invece, richiede prodotti ittici freschi, mentre la Romania acquista cioccolato, caffè, piatti pronti e pesce lavorato.

Gli USA, di contro, prediligono vino, acque minerali e olio, mentre l’Arabia Saudita fa incetta di uve da tavolo e agrumi.

In Estremo Oriente, invece, la Cina importa i gelati, Hong Kong le carni, mentre la Corea del Nord preferisce i prodotti da forno ed è alla continua ricerca di latticini italiani.

Kiwi, uva, mele, arance, pesche, nettarine, ciliegie, fragole, cicorie, albicocche, clementine e pere sono i prodotti che hanno segnalato variazioni positive più importanti nell’ultimo biennio e il trend positivo continuerà anche per i prossimi anni.

Una delle sfide che l’Italia vuole vincere nell’agroalimentare è l’export delle fragole, apprezzate molto da Germania, Austria e Svizzera, ma che vede diversi fattori penalizzanti, oltre a competitors importanti come Spagna e Francia. La regione italiana che detiene il primato di produzione di fragole è la Basilicata.

Per tutelare questo frutto è stato indetto a Huelva un gruppo di contatto Italia-Spagna-Francia, per la ricerca di una campagna promozionale congiunta che lotti contro la contraffazione, rafforzi i controlli fitosanitari e punti su qualità, sostenibilità ed innovazione.

In ambito di agrumi, invece, l’export ha superato i controlli effettuati da ispettori cinesi presso aziende ortofrutticole del nostro Paese. Un grande successo, dal momento che la Cina rappresenta uno dei principali mercati di sbocco per questo tipo di prodotto, a cui vanno aggiunti i nuovi mercati di Medio Oriente ed Asia.

Nell’agroalimentare, osservando l’export delle varie regioni, il Veneto sale sul podio, grazie anche al suo prodotto di eccellenza che lo contraddistingue, il Prosecco.

Su oltre 40 miliardi di euro di Food & Beverage esportati a livello internazionale, il Veneto, difatti, occupa una fetta di ben oltre i 6,5 miliardi, seguito da Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Campania.

Si comincia perciò a comprendere l’importanza dei settori ortofrutticolo ed agroalimentare italiano, che rappresentano uno dei principali pilastri del Made in Italy e si iniziano a raccogliere i frutti del lavoro di promozione degli ultimi anni.

–> Visita la pagina dedicata alle Fiere internazionali per il FOOD:


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