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Commercio mondiale di vino 2018: l’Italia paese top – ABO News

Commercio mondiale di vino 2018: l’Italia paese top – ABO News
22 Ottobre 2018 Pier

22 Ottobre 2018

Commercio mondiale di vino 2018: l’Italia paese top- ABO News

Vinitaly, la manifestazione mondiale dove si incontrano produttori, importatori e ristoratori, che quest’anno ha constatato la presenza di oltre 4.000 espositori, ha confermato il nostro Paese quale leader nella produzione di vini.
Anche secondo i dati raccolti e pubblicati dall’International Organisation of Vine and Wine , l’Italia rientra tra i maggiori produttori mondiali di vino.

Nel primo trimestre dell’anno in corso, difatti, il commercio italiano di vino, sia a livello nazionale che internazionale, ha di gran lunga superato le aspettative di molte aziende vinicole e vitivinicole.
Soprattutto il nord-est Italia continua a rimanere una vera miniera d’oro, con un valore stimato del vino intorno ai 5 miliardi di euro. Tutto questo nonostante il 30% delle oltre 250 imprese censite nel territorio presentino alcune difficoltà finanziarie, dovute -per lo più- ad indebitamenti assunti per finanziare gli investimenti volti all’acquisto di terreni, piuttosto che a macchinari per la lavorazione dei vitigni o alla ristrutturazione delle cantine.
Un po’ di numeri: circa 110mila sono gli ettari di vigneto nel nord-est (Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige), 79 le denominazioni vinicole riconosciute (45 Doc, 18 Docg, 16 Igt).
Il settore, inoltre, vede impiegati oltre 8.200 dipendenti e con il 46% delle aziende a conduzione familiare.

A livello europeo, dietro alla Penisola si posiziona la Francia, con circa 43,5 mhl (milioni di ettolitri) prodotti, che registra -per il secondo anno consecutivo- un calo rispetto al precedente. Terzo posto spetta alla Spagna.
Il calo più importante lo registra l’Ungheria, con un – 38% rispetto all’anno precedente.
L’Europa è la patria dei più grandi vini del mondo ed offre la scelta più vasta in assoluto, dove la viticoltura è praticata da più della metà dei 28 Stati membri.
Importante, per la Commissione dell’Unione Europea, è continuare a preservare i vigneti che sono tra i più belli paesaggi d’Europa, migliorando l’impatto ambientale, con particolare attenzione all’erosione del suolo, passando per inquinamento, uso di pesticidi e gestione dei rifiuti.

Fuori dal Continente Europeo, gli Stati Uniti continuano a registrare una produzione di vino molto elevata, intorno ai 23,9 mhl. Bene anche l’Australia, con un raccolto di circa 13 mhl, così come la Nuova Zelanda, con un aumento importante oltre il 33% rispetto all’anno precedente.
A causa del fenomeno climatico meglio noto come “El Niño”, che accade in media ogni 5 anni e che ha fatto dimezzare la produzione vinicola del Brasile del 57% rispetto al 2016, peggiora tutta l’America meridionale, dal Cile all’Argentina.

I maggiori importatori di vino italiano fermo si confermano gli Stati Uniti, con circa 180 milioni di litri, a cui seguono Cina, Gran Bretagna, Germania e Canada; mentre per quanto riguarda gli Spumanti gli USA sono sempre al primo posto, con 27,4 milioni di litri (230 milioni di dollari), seguiti da Gran Bretagna, Giappone, Germania e Svizzera.

 

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