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Agroalimentare e Vino: il nord Europa e le possibilità di sbocco – ABO News

Agroalimentare e Vino: il nord Europa e le possibilità di sbocco – ABO News
17 Febbraio 2022 Pier

17 Febbraio 2022

 

Sarà uno dei Paesi più piccoli d’Europa, ma la Danimarca è uno dei più importanti (se non il più importante) centri per il commercio del settore agroalimentare e vitivinicolo per il nord Europa.

Essa, difatti, è fulcro per l’intera regione di cui fanno parte (oltre alla stessa Danimarca) anche Svezia, Finlandia e Norvegia: ambienti economici internazionali aperti e moderni, particolarmente interessati al Made in Italy di qualità.

Lo sviluppo della zona, sostanzialmente omogenea nei diversi Paesi, è determinato da una crescente classe media interessata ai consumi di qualità e attratta dalle eccellenze del Made in Italy.

Le economie scandinave sono caratterizzate da un mercato interno molto libero (esse rientrano tra le prime 30 nazioni economicamente più libere del mondo), aperto al commercio internazionale, e risultano essere tra le più innovative al mondo, facilitando enormemente tutte le attività imprenditoriali.

Il basso tasso d’inflazione dei quattro Paesi, e la bassa disoccupazione, danno la possibilità -a questa zona- di spendere in alimenti e altri elementi di comfort.

La vera porta di accesso a questi mercati è e resta la Danimarca, con una popolazione tra i più ricchi consumatori d’Europa, un elevato PIL pro capite (60.897 dollari nel 2019) ed un tenore di vita che la pone al 10° nel mondo (dati 2019).

 

L’Area Scandinava (nella sua totalità) comprende un bacino di circa 28 milioni di consumatori.

L’export italiano verso i Paesi Scandinavi superava, pre pandemia, i 12 miliardi di Euro.

La zona si basa su varie importazioni e i Paesi integrano sempre di più la loro alimentazione tradizionale con nuovi prodotti, prestando particolare attenzione al valore nutrizionale e salutistico degli alimenti acquistati: amano il buon cibo e il vino di qualità e i prestigiosi ristoranti dei Paesi ne sono buoni testimoni.

La dieta mediterranea sta diventando quasi quotidianità in tutto il nord Europa e, grazie ad una crescita costante dell’importazione di prodotti dalla nostra penisola, i diversi mercati offrono ancora molti sbocchi e possibilità di inserimento di prodotti.

I Paesi sono dipendenti dalle importazioni per quanto concerne prodotti ortofrutticoli, pasta, sughi e salse, caffè, cioccolata, olio di oliva e vino; quasi tutti prodotti per i quali l’Italia detiene una posizione di produttore leader di mercato.

Ciò costituisce una potenziale opportunità per i nostri produttori, orientati ad espandere il proprio business nei mercati del nord Europa e, dunque, capaci di offrire al mercato svedese una gamma di prodotti di qualità, tant’è che cresce la domanda di trasparenza: danesi, come svedesi, finlandesi e norvegesi, vogliono sapere dove e come avviene la produzione di ciò che portano nelle loro tavole.

 

L’Italia è leader anche nel mercato locale per quanto concerne l’importazione di vini: con prevalenza di rossi e prosecco. Zona interessante, di conseguenza, per le aziende italiane che intendono implementare i loro sbocchi commerciali.

Negli ultimi anni, difatti, il vino italiano ha goduto di una forte spinta nelle vendite fino a superare il primato che per anni ha mantenuto la Francia; una tendenza che sembra destinata a proseguire considerato il crescente interesse dei consumatori per i vini nostrani e la variegata offerta che i nostri produttori possono esprimere e non ancora conosciuta.

 

Il valore delle importazioni di formaggio e latticini è in costante aumento. L’Italia si posiziona al secondo posto nella classifica dei paesi fornitori di formaggi, subito dopo la Francia.

 

 

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